Voglia di Letteratura

L'incipit de "I viaggi di Gulliver": come puntare la luce su un unico aspetto con maestria

“Mio padre possedeva un modesto fondo nella contea di Nottingham, e io sono il terzo di cinque figli. All’età di anni quattordici egli m’inviò al Collegio Emanuele di Cambridge, ove rimasi per tre anni, dedicandomi strettamente agli studi: ma essendo il costo della retta troppo oneroso per le nostre povere sostanze (sebbene vivessi piuttosto magramente), fui destinato quale apprendista presso il dottor Giacomo Bates, eminente chirurgo di Londra, col quale rimasi per quattro anni; e inviandomi talora mia padre piccole somme di danaro, le investii per apprendere l’arte di navigare e altre cognizioni matematiche, utili a chi voglia darsi ai viaggi: come sempre ritenni sarebbe stata un giorno la mia sorte. Lasciato il dottor Bates, me ne tornai alla casa paterna; ove, con l’aiuto di mio padre e di mio zio Giovanni e d’altri parenti, raccolsi la somma di quaranta sterline e una promessa di trenta sterline annue per mantenermi a Leida: ivi studiai la medicina per due anni e sette mesi, ben sapendo che ciò sarebbe stato utile nei lunghi viaggi”

Questo è l’incipit de “I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, uno dei libri più famosi e letti di sempre. L’autore ha le idee chiare su cosa vuole raccontare e lo dimostra subito. Presenta il suo personaggio in poche righe, liquidando con poche parole il racconto di tutta la sua giovinezza. La famiglia diventa quasi uno sfondo, un elemento dello scenario tutto sommato non importante, così come le scuole frequentate.

Ci sono solo due elementi che ricorrono continuamente: le ristrettezze economiche e la passione per i viaggi. La scelta di dipingere un personaggio privo di mezzi, o comunque con problemi economici da gestire, non è un caso: spendere, o come dice il personaggio “investire” le poche risorse utili nell’apprendimento di conoscenze utili per viaggiare, è indicativo di quanto sia importante per il personaggio. Dopo un solo paragrafo, sappiamo già che è pronto a tutto per viaggiare, che tutte le altre vicende della sua vita per lui sono poco significative: ha scelto sin da giovane il viaggio e l’avventura e tutto il resto ha valore solo come mezzo per prepararsi al viaggio. Abbiamo letto un paragrafo solo ma il mondo mentale di Gulliver è già chiarissimo.

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