Cremona Magazine.
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Alla fine del primo atto uscimmo con tutta quella massa di cafoni a fumarci una sigaretta. Roba da matti. Garantito che in vita vostra non avete mai visto tanti palloni gonfiati, tutti che fumavano come camini e parlavano della commedia in modo da farsi sentire e fare apprezzare a cani e porci quanto erano geniali. In piedi vicino a noi c'era un cretino di divo che si fumava una sigaretta. Non so come si chiama, ma nei film di guerra fa sempre la parte di quello che gli prende fifa quand'è il momento di andare all'attacco. Stava con una bionda di prima qualità, e tutt'e due cercavano di fare molto i blasé e via discorrendo, come se non si accorgessero nemmeno che tutti li guardavano. Modesti dell'accidente. Mi ci divertii moltissimo

“Il giovane Holden” di Salinger è un romanzo coraggioso che affronta lo scontro/confronto fra un giovane in formazione e il mondo degli adulti, fra paura di crescere e rifiuto dell’ipocrisia e delle convenzioni sociali. Holden cerca la sua strada e la sua identità, con fatica ma anche con molta genuinità.

Nel passo citato, Holden si trova a teatro con una vecchia amica, Sally, con cui abbozza un tentativo di inizio di relazione. Holden boccia la rappresentazione teatrale e descrive senza sconti il finto intellettualismo degli spettatori, gente che va a teatro per farsi vedere e sentire e non per godere dello spettacolo.

L’aspetto interessante è lo stile con cui lo racconta: parla con disprezzo, certo, ma usando le parole veraci di un vero adolescente, ragazzo della strada, con espressioni gergali, epiteti e anche un certo divertimento nel sottolineare l’ipocrisia di questi adulti.

Tutto ciò rivolgendosi al lettore, come se fosse una discussione in qualsiasi ritrovo per ragazzi: ha vissuto un’esperienza e te la racconta, alla sua maniera.