Burocrazia: fredda, spietata, cinica. Nei Malavoglia Luca, figlio di Bastianazzo e della Longa, muore nella battaglia di Lissa. Si tratta di una nuova terribile mazzata per una famiglia già annichilita dalla sorte. Verga mostra quanto la burocrazia possa essere spietata e crudele. In paese è circolata voce della battaglia e la Longa e il nonno, padron ‘Ntoni, si recano a Catania per saperne di più. Abituati al paese, si sentono persi e la burocrazia li rimbalza di ufficio in ufficio. Quando trovano l’ufficio giusto, il responsabile si comporta come se stessero cercando un oggetto smarrito, non mostra alcuna comprensione per il dolore della famiglia. La Longa reagisce come reagirebbe qualunque madre: sdrucciola per terra, piano piano, impotente e disperata.
Ecco il passaggio:
“Andate a Catania che è paese grosso, e qualcosa sapranno dirvi.
Nel paese grosso il povero vecchio si sentiva perso peggio del trovarsi in mare di notte, e senza sapere dove drizzare il timone. Infine gli fecero la carità di dirgli che andasse dal capitano del porto, giacchè le notizie doveva saperle lui. Colà, dopo averlo rimandato per un pezzo da Erode a Pilato, si misero a sfogliare certi libracci e a cercare col dito sulla lista dei morti. Allorchè arrivarono ad un nome, la Longa che non aveva ben udito, perchè le fischiavano gli orecchi, e ascoltava bianca come quelle cartacce, sdrucciolò pian piano per terra, mezzo morta
— Son più di quaranta giorni, — conchiuse l’impiegato, chiudendo il registro. — Fu a Lissa; che non lo sapevate ancora?”
I MALAVOGLIA
Giovanni Verga