Voglia di Musica

Brain Damage: il lato oscuro della luna by Pink Floyd

Ci sono brani che hanno fatto la storia del rock. "Brain Damage" è sicuramente uno di questi. Non a caso, faceva parte del concept album "The dark side of the moon", capolavoro firmato Pink Floyd, uno degli album più famosi ed ascoltati di sempre.

"Brain Damage" è un brano che affascina. L'avvio è strumentale ma poi parte la voce di Roger Waters che racconta una storia che mescola la vicenda personale di Syd Barrett, fondatore del gruppo, a riflessioni più generali.

Si parla di malattia mentale, di fragilità psicologiche, di cedimenti alle pressioni sociali. Lo si fa però senza condanna, con comprensione. C’è empatia col malato, con chi non riesce a resistere, anche perché il lato oscuro è presente in ognuno, quel lato oscuro che poi dà anche il titolo all’album. Il lato oscuro è dentro di noi.

Syd viene citato esplicitamente nel passaggio in cui si parla di “gruppo di cui fai parte che inizia a suonare melodie diverse” ma è un discorso molto più ampio, uno spunto per parlare della condizione umana e sociale in generale.

Il passaggio iniziale del brano, una parte in cui ci si dilunga su un lunatico che sta sull’erba, come racconterà Waters in una intervista anni dopo, nasce dai cartelli di divieto in cui si era imbattuto quando era studente che vietavano di calpestare i prati intorno all’università. Un divieto che Roger non capiva, non riusciva a capire: spesso lo scontro fra regole sociali e desideri, fra ciò che vorremmo essere e ciò che ci viene chiesto di essere è complicato.

A volte il lato oscuro prende il sopravvento e ti ritrovi fuori dal gruppo, perduto...

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