Voglia di Musica

Antonello Venditti durante il concerto a Padova del 9 Marzo 2008 / Iltex74 / Public domain

"Notte prima degli esami": magia della nostalgia e perdita dell'innocenza

“Notte prima degli esami” è una delle canzoni di Antonello Venditti più popolari e conosciute, inno di tutti i ragazzi che affrontano la maturità ormai da generazioni. È una canzone che sa però andare oltre: gli esami sono solo uno spunto per tratteggiare in modo nostalgico, dolce e anche un po’ doloroso il passaggio alla vita adulta, sia autobiografico che di una nazione. Un rito quasi magico che si porta addosso un carico di emozioni tale da essere difficilmente definibili e che Venditti racconta mescolando i temi della sua vita: i ricordi della sua adolescenza, Roma, la storia italiana, il calcio, l’amore.

“Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
E un pianoforte sulla spalla”

Antonello da giovane si trovava al “Folkstudio” insieme agli amici Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano. Il pianoforte era lo strumento di Venditti. Si parte subito con una dimensione autobiografica:”io mi ricordo”.
I ricordi sono reali e dolci: quattro amici, persone legate dalla passione per la musica ma anche da un legame umano autentico. C’è anche un riferimento temporale: siamo infatti, trattandosi di ricordi, alla fine degli anni sessanta

“Come pini di Roma, la vita non li spezza
Questa notte è ancora nostra”

I “Pini di Roma” è un omaggio al Respighi (è il titolo di un suo poema sinfonico). La “vita non li spezza”: come i pini i ragazzi stanno per affrontare una prova importante, il passaggio alla vita adulta, ma la vita non li spezza. C’è però la voglia di prolungare l’adolescenza ancora un po’, perché “questa notte è ancora nostra

Giorgio Lo Cascio, Francesaco De gregori e Antonello venditti al Folkstudio

“Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?”

Si spezza l’elemento autobiografico, gli amici stanno chiacchierando del più e del meno, con una quotidianità confortante. Le segretarie che si fanno sposare dagli avvocati: una immagine di arrivismo ma priva di sogno. La domanda è come si fa ad anteporre la scalata sociale ai sogni?

“Le bombe delle sei non fanno male,
È solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore”

Nel 1969 inizia la terribile stagione dello stragismo in Italia e la Roma tanto amata da Venditti viene colpita da alcune bombe, fra cui una scoppiata intorno alle 18 all’Altare della patria. Non muore nessuno ma è l’inizio di una stagione dolorosa e sanguinosa e l’Italia perde la sua innocenza, come i ragazzi della canzone si apprestano a perdere la propria col passaggio alla vita adulta, consapevole ma doloroso

“Gli esami sono vicini
E tu sei troppo lontana dalla mia stanza
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto”

Una ragazza alimenta i sogni di un ragazzo che si appresta alla maturità. Sono momenti confusi, agitati, al punto da mescolare vita privata e studio. Ogni momento si passa dalla concentrazione sui libri a quella sull’amore, “tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto” fanno anche capire che forse è un amore contrastato dalla famiglia di lei

“Stasera al solito posto, la luna sembra strana
Sarà che non ti vedo da una settimana
Maturità, t'avessi preso prima
Le mie mani sul tuo seno
È fitto il tuo mistero
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani
Non fermare ti prego le mie mani
Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese
Quando ti vuoi confessare”

I due ragazzi si incontrano e fanno l’amore ma anche se è “il solito posto” la sensazione è che “la luna sembra strana” perché qualcosa di importante sta per accadere, la realtà sta per cambiare. C’è un desiderio fisico che si esprime soprattutto attraverso le mani, citate due volte, la voglia di toccarla, di avere un contatto con la ragazza che però non appare pronta. Il passaggio “il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani” fa riferimento alla diffusione in quel periodo nei mercatini di calzoncini ufficialmente provenienti dalle basi americane militari ma in realtà spesso contraffatti (un riferimento alla quotidianità di Roma dell’epoca). C’è anche un riferimento alla religione anche polemica con “le chiese chiuse quando ti vuoi confessare”

“Notte prima degli esami, notte di polizia
Certo qualcuno te lo sei portato via
Notte di mamma e di papà col biberon in mano
Notte di nonne alla finestra
Ma questa notte è ancora nostra
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere
La matematica non sarà mai il mio mestiere
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
Ma questa notte è ancora nostra”

marzo 1978 Via Fani a Roma pochi minuti dopo l'agguato delle Brigate Rosse

Qui c’è uno scorcio della vita di Roma in cui si mescolano molti temi: la polizia è ancora un riferimento alla stagione dello stragismo che sta iniziando. Ci sono famiglie che vivono la loro vita, nonni che danno anche una certa idea di inquieta solitudine, attori che sognano evidentemente un futuro migliore. Una città che combatte la sua vita quotidiana ma sempre sognando. Il riferimento a notte di coppe e di campioni è un omaggio alla Roma: nel 1984, quando è uscita la canzone, ha giocato proprio a Roma la finale di coppa dei campioni perdendo ai rigori col Liverpool.

Stadio Olimpico di Roma, 30 maggio 1984, finale di Coppa dei Campioni. Francesco Graziani (Roma) sbaglia il secondo penalty durante lo spareggio ai tiri di rigore

Notte di lacrime e di preghiere riporta al tema della maturità: ci sono la paura per il futuro incerto, il dolore per la fine dell’adolescenza, la speranza di un futuro positivo. Gli aerei tra New York e Mosca è un riferimento alla guerra fredda che in quegli anni era all’apice (1984)

“Claudia non tremare
Non ti posso far male
Se l'amore è amore
Si accendono le luci qui sul palco
Ma quanti amici intorno
Mi viene voglia di cantare
Forse cambiati, certo un po' diversi
Ma con la voglia ancora di cambiare
Se l'amore è amore, se l'amore è amore
Se l'amore è amore, se l'amore è amore
Se l'amore è amore”

Dopo tutto questo spaccato di ricordi, di Roma, di vita l’ultimo passaggio segna un balzo temporale. La ragazza assume la sua corporeità, si chiama Claudia ed ha paura, non è pronta, ma il ragazzo la rassicura “non ti posso far male”. Le luci si accendono e torniamo al presente, al Venditti che canta sul palco: gli amici che ha intorno sono il suo pubblico, tanti ragazzi che come lui hanno affrontato lo stesso passaggio dalla adolescenza alla vita adulta, “cambiati e certo un po’ diversi” ma con ancora voglia di cambiare che significa voglia di sognare, di costruire, di guardare al futuro...pensando all’amore che alla fine rimane la dimensione che dà un senso a tutto, da adolescenti e da adulti.

 

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