Tanti anni fa vidi per la prima volta "Salvate il soldato Ryan". Durante il film, una canzone d'epoca risuona nelle macerie di una città mentre i soldati aspettano l'ora del combattimento. La canzone è splendida, evocativa, triste, nostalgica, speranzosa. Quella canzone è "Tu es partout" di Edith Piaf.
Si tratta di una canzone del 1943, scritta e cantata durante l’occupazione nazista, una canzone d’amore, celebrato dalla voce così ricca ed eclettica di Edith. È una canzone che anche a distanza di decenni trovo meravigliosa: il testo parla di un amante che è dovuto partire (probabilmente soldato) ma la sua lei lo vede dappertutto.
È una canzone che riesce, in un momento buio della storia, ad avere delle note di speranza che la voce di Edith esalta: quasi come se volesse sottolineare che la speranza d’amore resiste a tutto, anche alla guerra...
Tu es partout car tu es dans mon coeur
Tu es partout car tu es mon bonheur
Toutes les choses qui sont autour de moi
Meme la vie ne represente que toi
Des fois je reve que je suis dans tes bras
Et qu'a l'oreille tu me parles tout bas
Tu dis des choses qui font fermer les yeux
Et moi je trouve ca merveilleux.
Tu sei dappertutto, perché sei nel mio cuore
Tu sei dappertutto, perché sei la mia felicità
Tutte le cose intorno a me
Anche la vita non rappresenta che te
A volte sogno di essere fra le tue braccia
E tu mi parli sottovoce all’orecchio
Dici cose che mi fanno chiudere gli occhi
E trovo tutto questo meraviglioso