Voglia di Sport

Shizo Kanakuri il maratoneta sconfitto dal sonno

Nel 1912 per la prima volta il Giappone manda degli atleti alle Olimpiadi. E' un evento ed è accompagnato da una certa attesa: gli atleti inviati sono due (entrambi nell'atletica leggera) e uno in particolare, Shizo Kanakuri, è accreditato di tempi interessanti e può pensare di competere per la vittoria nella sua specialità, cioè la maratona.

E' un'avventura epica. I due infatti devono raggiungere la Svezia, sede delle Olimpiadi. Il viaggio, per motivi economici, lo compiono un po' in nave e un po' in treno. Per non perdere allenamento, corrono sulla nave e nelle stazioni quando i treni si fermano. Giunti a Stoccolma affrontano problemi col cibo e anche malesseri fisici ma il giorno della gara Shizo è pronto.

Sorprendentemente, a Stoccolma fa molto caldo, con 32 gradi all'ombra. Un calvario per chi deve fare una maratona, inoltre Shizo come molti altri atleti dell'epoca crede erroneamente che i liquidi facciano sudare e che sudare faccia male a chi deve sostenere uno sforzo simile, non si beve quindi durante la gara. Non solo: Shizo corre usando una scarpa particolare, una calzatura tradizionale giapponese chiamata "tabi" (cercatela su internet e resterete a bocca aperta al solo pensiero di correre una maratona con quella scarpa).

Shizo affronta la gara ed è in difficoltà, accusa un colpo di calore. Ecco il colpo di genio: passa davanti a una villa, che si scoprirà essere di un banchiere, dove è in corso un party. Chiede ed ottiene di potersi fermare a riposare e beve anche un bicchiere di succo d'arancia (i padroni della casa saranno ringraziati con un pacco anonimo di prodotti giapponesi, ricevuto qualche tempo dopo), poi si addormenta. Quando si risveglia, è già passato del tempo. Decide di ritirarsi ma forse per la vergogna lo fa senza avvisare nessuno. Semplicemente, torna direttamente in Giappone.

La gara intanto finisce (e lo sfortunato portoghese Francisco Lazaro ci lascia la pelle, stroncato dal caldo) e gli svedesi si accorgono della sua assenza. A un certo punto chiamano la polizia, nessuno lo trova e viene dichiarato persona scomparsa. In realtà è già tornato in Giappone dove continuerà a gareggiare e vincere partecipando ad altri Olimpiadi.

Negli anni sessanta, molto tempo dopo, un giornalista svedese incuriosito lo troverà in Giappone e si farà spiegare la storia. Entusiasta, convincerà l'ormai anziano Shizo a...finire la gara. Così, nel 1967, il giapponese tornerà a Stoccolma per completare il pezzo di percorso mancante...oltre 54 anni dopo!

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