Voglia di Sport

Duecentoquindici millesimi di gloria...

Un grande campione è qualcuno che ammiriamo, qualcuno che stimiamo, qualcuno che invidiamo. Restiamo stupefatti di fronte alle sue doti atletiche, alla sua forza agonistica, alle sue abilità tecniche. Ha la capacità di stupirci. Per questo, una grande impresa ci lascia ammirati e si imprime nella nostra memoria: il campione ci fa vedere che riesce a fare qualcosa di talmente grande da andare fuori dall’ordinario.

Il 31 maggio 1992 si corre il Gp di Monaco. La pista di Montecarlo sente rombare le frecce della formula 1, regalando come sempre un grande spettacolo. Il grande favorito è Nigel Mansell: la Williams domina, Nigel ne ha vinte cinque su cinque e quattro volte ha fatto doppietta con Patrese secondo. Dominio assoluto.

Tutti si aspettano la sesta perla, Nigel è un campione, un grande pilota, con la vettura migliore. Deve vincere...

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Quel giorno in pista c’è però un altro grande campione, perfino migliore di Nigel. Si chiama Ayrton Senna, guida la Mclaren, ha già vinto molto ma quest’anno deve mangiare la polvere. Un campione però la polvere non la sopporta, farà di tutto per non mangiarla più...

Al 71emo giro la situazione appare scritta: Mansell primo e Senna già bravo a essere secondo. Nigel però sente che qualcosa non va, la macchina non risponde bene, pensa a una foratura e si ferma, salvo scoprire che un dado si era allentato danneggiando un cerchione. Sistemata alla veloce (impiegandoci comunque troppo) e si riparte ma Senna ora è primo con 5’’ di vantaggio. Mancano però 7 giri alla fine e Mansell è un leone mentre Senna ha le gomme allo stremo. L’inglese fa il giro veloce e in tre giri piomba sul brasiliano. Mancano quattro giri, Mansell è un grande pilota, ha la macchina migliore e Senna ha la macchina “stanca”. Tutto farebbe pensare a un sorpasso e alla vittoria del leone inglese...invece, invece ecco che scene in pista il campione, quello con la C maiuscola, quello che ti stupisce per la sua grinta, la sua intelligenza in gara, la sua abilità tecnica. Senna calcola ogni traiettoria, rischia, chiude ogni pertugio. Per quattro giri si ritrova Mansell alle calcagna e per quattto giri resiste a ogni tentativo di sorpasso, regge fino al traguardo chiudendo con 215 millesimi di vantaggio. Un’impresa vera, un’impresa col marchio del campione...

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