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1997 Inter-Brescia: la prima volta di Ronaldo, Hubner, Recoba...ma quanto era bella la serie A?

SERIE A 1996-1997 - 1° GIORNATA DI ANDATA - 31 AGOSTO 1997

INTER-BRESCIA 2-1

Inter: Pagliuca, Sartor, Bergomi, Galante, J. Zanetti, Moriero, Simeone, Djorkaeff (90’ Berti), Winter (78’ Cauet), Ronaldo, Ganz (72’ Recoba)

Allenatore: Simoni

Brescia: Cervone, Diana, Adani, Savino, E. Filippini, Kozminski, A. Filippini, De Paola (57’ Bacci), Banin (83’ Doni), Bonazzoli (53’ Pirlo), Hubner

Allenatore: Materazzi

Reti: 73’ Hubner 79’ Recoba 87’ Recoba

Arbitro: Rodomonti di Teramo

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Il 31 agosto 1997 la serie A inizia con un Inter-Brescia carico di novità. A San Siro debutta Gigi Simoni con titolare in attacco l’acquisto-boom del mercato estivo, il fenomeno giunto dal Barcellona che fa sognare tutti prima ancora di aver giocato, il brasiliano dalla velocità di un felino. Ovviamente, stiamo parlando di Luis Nazario da Lima detto Ronaldo, il mito assoluto.

La partita è attesissima da tutto il popolo nerazzurro che ci crede fortissimo: San Siro è pieno di tifosi tutti lì per Ronaldo. Il Brescia però non ci sta a fare la vittima sacrificale. Soffre, come ovvio a San Siro, ma combatte e tiene lo 0-0. Ronaldo impressiona per le movenze, colpisce la traversa ma non segna. Il Brescia poi fa entrare dalla panchina un ragazzino di 19 anni ma che ha già un po’ di esperienza alle spalle, si chiama Andrea e a Brescia lo considerano un predestinato. Ovviamente, si tratta di Andrea Pirlo.

Il Brescia aumenta il suo tasso tecnico e viene premiato: arriva infatti a sorpresa il gol del vantaggio, firmato da un bisonte che in carriera ha segnato moltissimo in B e che ora vuole affermarsi anche in A, un giocatore anomalo che non sa rinunciare a sigarette e piaceri della vita ma che pure ha una forza fisica straordinaria e segna che è un piacere. Ovviamente, stiamo parlando di Dario Hübner.

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L’Inter accusa il colpo. Manca poco e Simoni mette in campo tutto quello che ha. Quello che ha vuole dire anche un ragazzino uruguaiano ancora sconosciuto. Il ragazzino entra, prende palla sui 30 metri e quasi da fermo prova una pazzia: calcia in porta. E’ un missile! Uno a uno palla al centro!

Altri 5’ e ancora il ragazzino prende palla per una punizione. Qui siamo anche oltre i 30 metri ma il ragazzino la mette ancora, forte e imparabile! Due a uno: gioco, partita, incontro!

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Quel ragazzino ha tratti orientali e lo chiamano “chino” per questo ma è sud americano e con questi due gol si prende subito l’amore del pubblico. Ovviamente, stiamo parlando di Alvaro Recoba.

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Ronaldo, Recoba, Pirlo, Hübner: ma quanto era bella la serie A anni novanta?

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