Voglia di Sport

Saper aspettare: il momento magico di Spinosa a Castel di Sangro

Il treno, quello buono, quando passa, bisogna prenderlo al volo....

Non sai quando passerà, non sai dove, non sai nemmeno se lo riconoscerai...

A volte arriva nel momento più inatteso quando ormai non ci credi più...

Pietro Spinosa ha dedicato la sua vita al calcio e a quel ruolo che ha sempre desiderato fin da bambino: portiere

Chi vuole fare il portiere, si sa, un po’ matto lo è...

E un po’ matti bisogna esserlo per vivere una vita da calciatore in serie C: non è la A, non è la B...niente gloria, al massimo ti conoscono i tifosi della tua squadra, stipendi poco più che normali e sempre col timore che qualcosa vada storto e che non arrivino...Campi polverosi e tanta fatica...

La carriera di Pietro scorre così: oltre 400 presenze, esperienze in piazze calorose (Fidelis Andria e Turris) ma senza lampi veri. Una carriera dignitosa, onesta ma anche anonima. Non c’è quella cosa “da raccontare ai nipotini”...quel momento che giustifica tutti i sacrifici...

A 34 anni Pietro va al Castel di Sangro, 5000 abitanti, paese di montagna. Un buon ritiro per l’inverno della sua carriera, facendo da secondo a De Juliis....

Siamo a fine viaggio e il treno buono non è mai passato, si potrebbe perdere la speranza...invece...invece no bisogna sempre crederci fino in fondo, fino alla fine...

Il Castel di Sangro guidato da quella volpe di Osvaldo Jaconi, re delle promozioni, vola alto: per un paese di 5000 abitanti è quasi un brivido anche solo pronunciarne il nome ma la parola B è sulla bocca di tutti...

E allora Pietro comincia a crederci, hai visto mai che debutterò in B a fine carriera? Difficile... figuriamoci poi arrivarci da protagonista quando sei il portiere di riserva...

La squadra però va e arriva alla finale playoff. Si gioca a Foggia, di fronte l’Ascoli di Mirabelli che solo tre anni prima giocava in A...

E’ battaglia dura, maschia, vera. Uno a uno e passano i regolamentari e quasi i supplementari....siamo al 119’ si pensa ai rigori...Pietro è in panchina, spettatore della storia...

Ed ecco il treno: Osvaldo, vecchia volpe, la sa lunga. Sa che Pietro è uno specialista, sa parare i rigori. Sa che è tranquillo, forte della sua esperienza. Bisogna essere un po’ matti ma ecco il colpo di genio: dentro Pietro, fuori De Juliis che comprensibilmente la prende malissimo...

Si va ai rigori: cinque tiri, solo cinque tiri....quel treno che hai aspettato tutta la vita ora è in stazione ma bisogna salirci e bisogna farlo al volo: Pietro lo sa ma è preparato dopo tanti anni di lavoro per farsi trovare pronto al momento opportuno...Milana calcia e Pietro para: il rigore decisivo dice Castel di Sangro...serie B....per un paese di 5000 abitanti

Tutta Italia plaude alla favola: storia, leggenda, si sprecano gli aggettivi....e chi è l’eroe se non lui, Pietro, un minuto in campo ma una eternità nella storia....si è preso la B (dove debutterà collezionando tre presenze l’anno dopo) e non da riserva, non da comprimario ma da protagonista....

Il treno è passato e Pietro lo ha preso al volo: basta avere pazienza e l’occasione arriva, presto o tardi, l’importante è farsi trovare pronti...

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