Voglia di storia

L'importanza della moda: la guerra della parrucca (persa) a Venezia

La moda ha sempre avuto un significato molto importante: frivola in apparenza, veicola spesso significati e contenuti sociali e culturali, a volte anticipa e accompagna le rivoluzioni. Nella storia sono innumerevoli gli esempi di governi interessati al modo in cui si vestivano e conciavano i sudditi: una forma di controllo sociale anche più importante di quello che sembra in apparenza.

Questa volta parliamo di un episodio preciso che riguarda la questione delle parrucche a Venezia. Un giorno del 1668, infatti, il nobile Scipione Vinciguerra di Collalto, tornato da una ambasceria in Francia, decide di acconciarsi alla moda che ha scoperto nel suo viaggio oltre le Alpi: si fa preparare una vistosa parrucca, sicuramente destinata ad attirare l'attenzione generale.

La sua passeggiata con la parrucca non passa, come previsto e prevedibile, inosservata. E’ la notizia del giorno nella Venezia dei pettegolezzi (non esistevano le riviste stile Novella 2000 ma certe cose sono sempre esistite...).

Il clero avversava le parrucche e anche il governo veneziano decide che le parrucche non vanno bene (anche perché troppo sfarzose e contrastanti con uno stile di vita sobrio, inoltre le parrucche aiutavano a travestirsi e non essere riconosciuti e la leggenda vuole che qualche nobile, geloso della propria moglie, temesse le parrucche come mezzo per gli amanti per "celarsi" alla vista del marito) e le vieta legalmente. La moda però si diffonde, il divieto non viene rispettato nonostante i tentativi di farlo rispettare. Nel 1701 Venezia introduce addirittura una tassa per chi porta la parrucca, su base annuale: due ducati per nobili e mercanti, un ducato per i bottegai, mezzo ducato per i servitori (come vedete lo status sociale più elevato in questo caso determina una colpa maggiore e quindi una punizione maggiore). A redigere le liste degli uomini da tassare devono essere i parroci (chissà che scene divertenti quando dovevano compilare la lista...).

La moda però non si ferma e vince: nel 1709 sarà il doge in persona a mostrarsi in pubblico con la parrucca, sdoganandola definitivamente e dichiarando in pratica la fine della guerra alla parrucca.

Ps pensate tassare oggi le capigliature sgradite cosa vorrebbe dire...

FONTI Consigliamo “Le carte e gli uomini - Storia della cultura e delle istituzioni” di Nicola Raponi che ne parla in un breve paragrafo

“Moda e modi di vita. Figure, generi, paradigmi” di Luciana Gentilli, Patrizia Oppici, Susi Pietri (anche qui un paragrafo molto approfondito)

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