Voglia di storia

Il voto alle donne: la Svizzera lo ha ritardato fino al 1971 (in qualche elezione locale fino al 1990)

La Svizzera è un paese di solide e antiche tradizioni democratiche. Eppure, abbastanza clamorosamente, è stato il grande ritardatario europeo nel concedere il voto alle donne. Lo stato elvetico ha tergiversato a lungo, prima di concedere un diritto fondamentale al genere femminile.

Già fra fine ottocento e inizio novecento si erano sviluppati movimenti a favore del voto alle donne, come in altri paesi. Negli anni venti erano state raccolte quasi 250000 firme per ottenere il diritto di voto ma non furono considerate. Negli anni quaranta i vari cantoni si rifiutarono più volte di concedere il voto alle donne poi nel 1958 si tenne un referendum e abbastanza clamorosamente vinse il no. I cantoni dove aveva vinto il sì, però, introdussero il voto femminile.

Solo nel 1971 si tenne un secondo referendum che finalmente fu vinto dalle donne: tutti i cantoni introdussero il voto femminile. In seguito, i Cantoni e i comuni seguirono l'esempio federale introducendo il voto femminile nelle elezioni locali ma nel cantone di Appenzello Interno, addirittura, il voto alle donne nelle elezioni locali fu concesso solo nel 1990!

Il primo paese a riconoscere questo diritto fu la Nuova Zelanda nel 1893: la Svizzera ci è arrivata solo 78 anni dopo, 25 anni dopo l'Italia che come sapete lo ha introdotto nel 1946.

FONTI

Il sito ufficiale del parlamento svizzero (www.parlament.ch) riporta una scheda molto esaustiva sull'argomento

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