Voglia di storia

"Galeas per montes": quando Venezia fece scalare i colli alle sue navi da guerra

La storia militare ha spesso la capacità di sorprenderci, di sconvolgere le nostre categorie mentali. Chi penserebbe alle navi da guerra come strumento di combattimento trasportato via terra, per viaggi significativamente lunghi? Eppure, è successo anche questo.

Nel 1438-1439 Venezia e Milano combattono per il controllo della zona del lago di Garda, una zona strategicamente importante nel quadro dell'epoca. Il Visconti si affida a un condottiero molto noto, il generale Piccinino. Per i veneziani i comandanti sono il famoso Gattamelata e Francesco Sforza.

Milano in un primo momento riesce a mettere in difficoltà Venezia, prende il controllo di Peschiera e Desenzano e di un pezzo importante di lago e mette sotto assedio Brescia. Brescia resiste eroicamente, ma ha bisogno di aiuto (molti bresciani moriranno di fame, la situazione è difficile). Venezia controlla ancora un pezzo di lago di Garda, in particolare Torbole: potrebbe essere la base per rifornire Brescia via acqua. Il problema è avere i mezzi per farlo.

Ecco allora l’idea ardita: una flotta di oltre 30 imbarcazioni, fra cui due pesanti galee, viene fatta risalire lungo l’Adige con lo scopo di trasportarla fino a Mori, dove tirarla in secca per proseguire il viaggio. E' un percorso complicato: l'Adige è in secca e a un certo punto bisogna avanzare le barche trainandole con centinaia di uomini e circa 2000 buoi, facendole scorrere su tronchi di legno che vengono spostati mano a mano. Un metodo brillante ma faticoso.

Una volta a Mori, utilizzando opere di ingegneria ardite le barche vengono spostate via terra, passano il lago di Loppio (all’epoca era un lago, oggi non più), vengono di nuovo tirate in secca e anche se appare impresa impossibile vengono issate su un passo sovrastante di oltre 100 metri il lago e poi fatte scivolare in discesa sfruttando anche il gioco di venti e vele per non far prendere troppa velocità alle barche (ed evitare quindi che si schiantino). Alla fine, giungono a Torbole, da dove si potrebbe salpare per correre in aiuto di Brescia.

I milanesi però si sono accorti di quanto accaduto e l’effetto sorpresa sfuma, molte barche vengono affondate. La strada però è aperta, arrivano ulteriori rinforzi e nel 1440 la flotta guidata da Stefano Contarini vince la battaglia che regala il controllo del lago di Garda a Venezia. Peraltro, già nell’anno precedente da Torbole si riesce comunque a rifornire di cibo Brescia per permetterle di resistere fino alla vittoria di Venezia

Un’impresa di ingegneria titanica ai nostri occhi se si pensa ai mezzi dell'epoca, un'impresa che ebbe vasta eco in tutta Europa e che valse una importante vittoria per Venezia (che spese ben 15000 ducati, una cifra ingente, per compiere il tutto)

FONTI
Il libro di Riccardo Calimani “Storia della Repubblica di Venezia”
Il saggio “Galee tra le montagne” di Paolo Domenico Malvinni che ha dedicato uno spettacolo teatrale all’impresa
Alle battaglie fra milanesi e veneziani è dedicato un quadro del Tintoretto che pubblichiamo nelle foto

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