Voglia di storia

José Luiz / Public domain

Caracalla e Geta: due fratelli divisi da una rivalità mortale

Una rivalità implacabile fra fratelli è una storia vecchia come il mondo, non sorprende nessuno. Quando succede però fra i figli di un imperatore, ovviamente, diventa storia con la S maiuscola se non leggenda. Facciamo un salto nella storia romana, all'inizio del terzo secolo d.c. 

Settimio Severo è l'imperatore di Roma, un imperatore capace di lasciare il segno. Da Giulia Domna ha avuto due figli, Caracalla e Geta. L'imperatore vorrebbe che i due trovassero armonia e concordia nei loro rapporti ma non è così, fin da piccoli. L'antipatia e la rivalità fra i due è devastante e ricca di aneddoti (da giovinetti si ricorda una gara di guida di cocchi a cavalli fra i due conclusa con la caduta di Caracalla e una gamba fratturata, tanto era l'impegno di superarsi fra i due).

Busto di Settimio Severo | Palazzo Massimo alle Terme / CC BY-SA

Caracalla vanta i diritti del primogenito ma Geta appare più popolare nell'esercito e fra i romani, elemento fondamentale del potere di un imperatore. Settimio Severo muore e i due fratelli devono affrontare un lungo viaggio verso Roma insieme: non mangiano insieme, non alloggiano insieme, si temono e si odiano.

Entrambi hanno paura di essere assassinati con la spada o col veleno, giunti a Roma si dividono il palazzo imperiale e circolano sempre con ampia scorta armata. I due trattano allora una spartizione dell'impero in due parti: Geta si prenderebbe Egitto e Asia trasferendosi ad Antiochia o Alessandria, Caracalla terrebbe il resto. Giulia Domna, la madre, non è però d'accordo.

Si organizza quindi un incontro fra i due alla presenza della madre per tentare una conciliazione, disarmati. In realtà è una trappola di Caracalla: alcuni centurioni sbucano all'improvviso addosso a Geta e lo uccidono in presenza della madre (secondo qualche fonte fu lo stesso Caracalla a sferrare di propria mano il colpo mortale)

Un fratricidio in piena regola. Caracalla peraltro farà una fine simile, ucciso per mano di Marziale, un soldato scontento del trattamento riservatogli da Caracalla, pare su mandato di Macrino, avversario politico di Caracalla

FONTI:

"Gli imperatori romani" di Michael Grant

"Storia della decadenza e caduta dell'impero romano" di Edward Gibbon

Occorre sicuramente citare anche i racconti tradizionali di Dione Cassio ed Erodiano fonti usate dagli storici

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