Voglia di storia

William Walker: Un avventuriero capace di diventare Presidente per poi morire fucilato a soli 36 anni

Nella storia americana del diciannovesimo secolo una figura molto originale è quella dello statunitense William Walker.

Dotato di coraggio e indubbia astuzia, privo di scrupoli, Walker riceve una ottima istruzione e lavora come avvocato e come giornalista. Decide però di convertirsi a una vita più avventurosa e parte alla conquista della Bassa California e di Sonora, regioni del Messico, alla guida di un gruppo di mercenari.

Riesce inizialmente ad avere successo ma la mancanza di rifornimenti e l’opposizione messicana lo spingono ad abbandonare l’impresa. In patria viene anche processato per guerre illegale ma complice la popolarità acquisita come avventuriero viene assolto in pochi minuti.

Il teatro delle operazioni si William Walker in Nicaragua

A questo punto ha una nuova opportunità: un gruppo di ribelli del Nicaragua lo ingaggia insieme ad altri mercenari per condurre una guerra contro il potere centrale. Walker vince e dopo alterne vicende diventa anche presidente del Nicaragua. Walker entra però in conflitto con il potente magnate Vanderbilt che finanzia una coalizione degli altri stati centroamericani e Walker deve abbandonare il Nicaragua per gli Stati Uniti.

Residenza del Generale Walker a Granada in Nicaragua / stampa conservata alla Libreria del Congresso degli Stati Uniti

Qualche anno dopo riparte alla conquista ma in Honduras una flotta inglese lo cattura. Nonostante gli fosse stata promessa la salvezza della vita, viene consegnato al governo dell’Honduras che nel 1860 lo condanna a morte e quindi fucila a soli 36 anni.

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