Voglia di storia

Il gigante di Cardiff: come uno scherzo nato per caso divenne un business ingannando migliaia e migliaia di persone

Qualcuno di voi ricorderà la burla delle teste di Modigliani qualche decennio fa. Negli Stati Uniti, nel 1869, ci fu un qualcosa di simile ma dagli esiti più sorprendenti. Andiamo con ordine. George Hull nel 1867 aveva una attività nel mondo del tabacco ed era un uomo di mondo smaliziato che credeva nel proprio lavoro e nei beni tangibili ma in nulla di spirituale. Non era religioso e guardava con diffidenza alla religione. In quell'anno il nostro George si trovava in Iowa quando si imbatte in un predicatore, uno di quei personaggi, frequenti all'epoca, che battevano la campagna americana in cerca di seguaci e fortuna, in genere poco interessati alla religione e non collegati con le chiese ufficiali. Un avventuriero che usava la scusa della religione, diciamo. Questo predicatore basandosi sulla lettura di un passaggio della Bibbia sosteneva che un tempo, antichissimo, la terra era stata abitata da giganti. George questa non poteva mandarla proprio giù. Non si limitò a sbuffare ma pensò che si poteva organizzare un bello scherzetto per "sbiancare" il predicatore e tutti quelli come lui. Prese la cosa molto sul serio e decise di investirci anche una discreta sommetta (alla fine 3000 dollari, non pochi) e si procurò un bel blocco di gesso quindi lo fece scolpire da un paio di artisti preparati. L'idea era semplice: costruire un gigante e sostenere che fosse un uomo pietrificato, una trappola per creduloni. Realizzato il blocco, si ricordò di un suo parente, William "Stub" Newell, che nelle campagne di Cardiff, piccola cittadina non lontana da New York, possedeva un campo. Qui fece seppellire il gigante. Lasciò passare quasi un anno per disperdere le tracce del suo passaggio poi il 16 ottobre 1869 a due operai, Gideon Emmons e Henry Nichols, fu assegnato un lavoretto nel campo. Immaginiamo Gideon che con sguardo smarrito dice a Henry "ehi guarda cosa ho trovato!". Dalla terra usci infatti il gigante di gesso e i due operai, non istruiti ci cascarono subito. Lo scherzo funzionava...

La storia prese poi una piega inattesa. Molti uomini di scienza e di cultura infatti iniziarono subito a notare elementi che non tornavano nel gigante e ad affermarlo falso e costruito in tempi recenti ma nonostante questo parecchi abitanti della zona furono attratti dalla "New Wonder", la nuova meraviglia. Il furbo William e l'ingegnoso l'amico George iniziarono a vendere biglietti a 50 centesimi e solo la prima settimana ricevettero ben 2500 visitatori paganti. Il "rumore" del successo si allargò e iniziò a ricevere offerte per il gigante da impresari ma William e George le rifiutarono, le offerte crebbero e alla fine vendettero il gigante (nel frattempo ribattezzato "Il golia americano") per una bella sommetta. Alla fine fu nientemeno che il celebre B.T. Barnum a farsi avanti offrendo pare 50000 dollari ai nuovi proprietari. Di fronte al rifiuto di questi fece realizzare una copia del gigante e iniziò a mostrarla sostenendo che fosse il vero gigante e che quello antagonista fosse un falso! A questo punto i proprietari provarono addirittura a citare in giudizio Barnum sostenendo che l'unico vero gigante fosse il loro ma il giudice respinse con sarcasmo la richiesta. Alla fine, William e George vuotarono il sacco ma non prima di aver fatto credere la cosa vera a centinaia di migliaia di persone...

NOTA Pare che anche il celebre Ralph Waldo Emerson abbia avuto una espressione di meraviglia vedendo il gigante in una esibizione, cascando quindi nello scherzo-truffa...

FONTI UTILIZZATE PER QUESTO ARTICOLO

"Storia degli indiani d'America"

Autore PHILIPPE JACQUIN

"The Cardiff Giant Was Just a Big Hoax" articolo pubblicato su "Smithsonian Magazine" (rivista ufficiale on line dell'omonimo noto istituto culturale)

Autrice KAT ESCHNER

"The Cardiff Giant Fools the Nation, 145 years ago" articolo pubblicato su "History"

Autrice EVAN ANDREWS

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