Il 25 gennaio 1793 il Times, celebre giornale inglese (esisteva già), pubblica un articolo dedicato a un evento internazionale clamoroso: l’esecuzione pubblica di re Luigi XVI a Parigi. Il giornale prende posizione a favore del re ma scende anche nel dettaglio della cronaca. Un buon modo per farci raccontare l’evento da un testimone oculare (l’articolo era arrivato da qualcuno che aveva assistito alla esecuzione).
Ecco alcuni passaggi salienti:
“Alle 5 di lunedì mattina il re ha detto addio alla regina e alla famiglia reale….dopo un saluto affettuoso il re è sceso…ed è entrato nella carrozza del sindaco insieme al suo confessore e a due membri della municipalità…lentamente si sono recati lungo il boulevard verso il luogo della esecuzione…alle donne era proibito stare in strada e a tutti affacciarsi dalle finestre, una forte presenza di guardie accompagnava la processione…c’era molta tranquillità lungo la strada…alle 9:30 il re è arrivato in piazza Luigi XV, luogo della esecuzione…
qui era stato montato il patibolo…trombe e tamburi si udivano per tutto il tempo della preparazione…il re fece segno di voler parlare e quando i tamburi cessarono disse “muoio innocente ma perdono i miei nemici, ho dato la mia sanzione alla costituzione civile del clero solo in quanto costretto”, subito dopo i tamburi coprirono la sua voce poi i boia lo posizionarono e un secondo dopo la sua testa era staccata dal corpo, erano le 10:15…
la folla lanciò in area i cappelli e gridò “vive la nation”
mentre i resti del re venivano rimossi rapidamente evitando oltraggi al morto…alla notizia della condanna il re aveva esclamato “ah, finalmente sono stato liberato da questa crudele suspense”…doveva essere ghigliottinato in place de Carouzel ma per motivi di ordine pubblico si è scelta piazza Luigi XV, ora chiamata piazza della rivoluzione”
Segue una lunghissima “tirata” pro monarchia e contro la Rivoluzione, il Times aveva una posizione chiara
Il racconto fa pensare a un uomo che aveva accettato il suo destino da tempo, nemmeno tanto spaventato dall’idea di morire (ma aveva avuto molto tempo per prepararsi)