Nel 1973 un gruppo di archeologi, scavando nell’antico forte romano di Vindolandia, non lontano dal Vallo di Adriano, in Britannia (oggi ovviamente Gran Bretagna), si ritrova di fronte a una scoperta eccezionale: centinaia e centinaia di tavolette di legno inchiostrate (alcune sono incerate e incise).
Si trattava di vere e proprie “lettere", in stile Roma imperiale. Immaginate questi uomini della guarnigione, lasciati di guardia a un forte nella estremità nord dell’impero, lontani da cari, amici e conoscenti. Queste tavolette, in genere affidate per il trasporto alle spedizioni che consegnavano al forte i rifornimenti militari e poi ripartivano (se si trattava di comunicazione di carattere militare si poteva usare il sistema dei corrieri imperiali fiorito con Augusto, per le comunicazioni private restava il sistema appena descritto), permettevano di comunicare a distanza e mantenere i rapporti anche con località molto lontane, pur con tutti i limiti di una tempistica molto dilatata.
Le comunicazioni erano inviate anche dalle donne che vivevano nella guarnigione e grazie al recupero di alcuni frammenti possiamo avere lampi della vita quotidiana di queste persone, come Claudia Severa, moglie del comandante della guarnigione, che invia una tavoletta a sua sorella Lepidina per invitarla al suo compleanno.
Lettere dal passato…