Il centro storico di Cremona continua a vivere la rotazione delle attività. Prima di tutto c'è un cambio di marchio legato a una situazione nazionale. Il supermercato Carrefour del centro storico fa parte infatti del gruppo di supermercati che Carrefour ha ceduto, dopo aver deciso di abbandonare il mercato italiano. Il gruppo NewPrinces che ha acquisito i supermercati ha infatti annunciato che entro tre anni i supermercati ritroveranno il marchio storico GS, inoltre l'intenzione è di proporre prodotti a prezzi più bassi.

A poca distanza, in corso Mazzini, ha finalmente aperto la macelleria Halal che era stata addirittura al centro di una interrogazione in consiglio comunale. Per le posizioni degli esponenti politici sul tema vi rimandiamo all'articolo pubblicato a suo tempo https://www.laquintat.it/cronaca/macelleria-halal-in-centro-storico-botta-e-risposta-fra-portesani-e-zanacchi.html
Sotto i portici di palazzo Carulli, fronte piazza Roma, ha infine aperto un minimarket. "C'era già!", direte voi: no, ora sono due, uno nei locali dove si trovava "Bettina" e l'altro dove si trovava "Il Nodo".

La rotazione dimostra che sono sempre meno le boutiques di vestiti e sempre più i negozi etnici, di cibo o bar. Non è un fenomeno cremonese ma un fenomeno mondiale, che accade anche a Cremona. Nasce prima di tutto dalla volontà degli acquirenti, che acquistano sempre più vestiti online e di conseguenza ovviamente si restinge lo spazio per i negozi fisici. Avevamo affrontato il tema e quindi riproponiamo qui quanto scritto a suo tempo:
I negozi di vestiti e di moda rappresentano una delle categorie più in sofferenza nel quadro generale della sofferenza del commercio retail. Federazione Moda Italia ha comunicato che nel 2024 il saldo fra aperture e chiusure di negozi del settore in Italia recita -6mila459 punti vendita. Il totale complessivo dei negozi attivi è di 164mila369, un numero elevato, ma a questi ritmi di calo in meno di 30 anni il settore sparirebbe. Il primo rivale del commercio retail fisico è il comparto online che sui vestiti è molto forte, più che in altri settori. Secondo Netcomm Focus Fashion & Lifestyle il 31% dei ricavi del settore moda a livello mondiale arriva dal comparto online.
Il conto è molto semplice: per ogni 100 euro (all'epoca 100mila lire, diciamo) spese nel 1990, oggi ne restano solo 69 a disposizione del comparto fisico, è normale che i negozi diminuiscano e anche non poco. La concorrenza online non è però solo una minaccia ma anche una opportunità: qualsiasi negozio può vendere online, una opportunità che bisogna cercare di sfruttare a fondo e questo vale anche per i negozi cremonesi. Le vendite fisiche saranno sempre di meno, piaccia o meno il futuro è online (i dati non sono fermi: le vendite online aumentano ogni anno a scapito di quelle fisiche), bisogna cercare di radicare una presenza in quel comparto.
Come sempre noi auguriamo buona fortuna a qualsiasi attività che apre a Cremona, purché rispettosa delle leggi.