Cultura

PAF 2020 SCRITTORI “Anche i libri, appena prima di servirli, si impiattano.” Tommaso Melilli

Chef e scrittore, Tommaso Melilli sarà ospite del Porte Aperte Festival sabato 22 agosto alle ore 18.00, nel Cortile Federico II a Cremona: parlerà del suo libro “I conti con l’oste” (Einaudi) dialogando con Elena Cappellini e Fabrizio Bondi.

001_5t_tommaso_melilli_paf_2020.png


Paolo Bonini, titolare della "Libreria Il Convegno” di Cremona, ci fa una breve sinossi dei contenuti:

Titolo: “I conti con l’oste”
Autore: Tommaso Melilli
Genere: racconto gastronomico
Tipo di letture: romanzo esistenziale
Voto: 5 su 5

“Racconto di una passione, la cucina, o meglio un certo tipo di cucina che il protagonista del romanzo vive come un eterno apprendistato d'aggiornamento raccontandoci il suo peregrinare da un ristorante all'altro del "paese con le tovaglie a quadretti".
Grottesco, divertente, dinamico e perché no, filosofico, questo libro parla un po' di tutti noi e di una passione che tutti abbiamo, la cucina o comunque la buona tavola.”

Tommaso Melilli è nato in un paese della campagna cremonese nel 1990. Dopo il diploma liceale si trasferisce a Parigi per studiare letteratura, forse da sognatore d’altri tempi, con la speranza di respirare l'atmosfera di un ‘mondo bohémien’ nei caffè e nei Bistrot della capitale francese. Dopo tre anni si ritrova catapultato dall’altra parte del bancone, comincia a lavorare in un piccolo bistrot e in altri ristoranti di Parigi. Scrive e cucina e cucina scrittura, collabora un paio d'anni con la rubrica ‘Tovagliette’ per «Rivista Studio» dove alterna ricette, ricordi, divagazioni culturali e di costume. La sua esperienza di cuoco italiano in terra francese la condivide in lingua francese su «Slate». Nel 2018 pubblica il libro in francese ‘Spaghetti Wars’.

“Non appena ho avuto l’età legale per farlo sono andato a vivere a Parigi e ci sono arrivato immaginando di fare le cose che – di solito – fanno tutti quelli che vanno a vivere a Parigi da ragazzi: leggere tanti libri complicati, incontrare altre persone che leggono libri complicati e passare il resto delle notti della mia vita seduto ai tavolini dei bistrot a parlare con quelle persone, non guadagnare quasi nulla e, accidentalmente, salvare il mondo. Le cose non sono andate proprio come avevo previsto: ho effettivamente studiato letteratura e affini per qualche anno, in un’università di periferia, dove ho imparato tante cose, ma dove non ho incontrato quelle altre persone che cercavo disperatamente. Ho scoperto che i bistrot chiudono presto la sera, che il vino costa troppo e che gli altri hanno sempre meno voglia di fare amicizia con gli sconosciuti, e quindi con me. Le persone giuste per me però alla fine le ho trovate, e le ho trovate proprio nei bistrot. Ci è voluto un po’ a capirlo, perché non erano sedute ai tavolini: erano dietro il bancone e in cucina. Da un giorno all’altro mi sono ritrovato a fare il cuoco.”

‘Non c’è viaggio senza ritorno’ e dopo una decina d’anni Melilli anni capisce che certi conti, quelli con l'oste come quelli con le proprie radici, non si possono rimandare in eterno- Tommaso decide di tornare «al paese delle tovaglie a quadretti», ripercorre le strade che l’hanno portato ad emigrare oltralpe e si ritrova nella terra dove affondano le sue radici e dove vagherà tra locali, banconi e tavoli, conoscendo innumerevoli personaggi le cui storie vengono riportate e raccontate nel suo libro.

“Sono cresciuto in campagna, e dietro casa c’era un grande giardino, dove a volte le ortiche mi pungevano i polpacci. Ma non è questo il punto: in campagna si sta soli, e a me bambino star solo non piaceva. Di conseguenza non mi piaceva la campagna. Alcuni pomeriggi mi sedevo per terra, probabilmente sotto un albicocco: andavo a prendere tutti i sottovasi di plastica spessa verde che trovavo e preparavo delle fantasiose zuppe di fiori, con acqua del rubinetto, soffioni, violette, cicorie e margherite. Mi mettevo lí, seduto per terra, e mescolavo. Ogni tanto ci aggiungevo una formica morta o una coccinella, e continuavo a mescolare per altri quarti d’ora.”

“I conti con l’Oste” è prima di tutto un resoconto di viaggio, dei personaggi che lo hanno condiviso, con le loro storie ed i luoghi, siano cucine o piazze, che le hanno ospitate. Un punto di vista ‘indiscreto’ nelle cucine di ristoranti e trattorie e dei personaggi che le animano, sia lo chef, il cameriere o il lavapiatti.

002_5t_tommaso_melilli_paf_2020.jpg
“Il paese dove sono diretto si chiama Isola Dovarese, piú o meno a metà fra Cremona e Mantova. Mi sto convincendo che si chiama Isola perché è costruito su un piccolo terrazzamento a forma di goccia che sporge sulla golena del fiume Oglio: in pratica il fiume gli gira intorno quasi del tutto, lo circonda. Arrivare a Isola in realtà non è difficile, ma le strade sono piccole e tortuose, di quelle che possiedono una strana energia, come se insinuassero in chi le percorre la quasi certezza di non portare da nessuna parte.”

Girando in lungo ed in largo per l’Italia Tommaso Melilli, tesse la trama del libro, ogni capitolo come una portata con ingredienti diversi, per sapori e gusti diversi. Al lettore, come ad un commensale, il piacere di goderne la cura con cui sono stati “cucinati ed impiattati”.

“Quando prende in mano la seconda fetta di salame Franco la piega in due, usando le prime tre dita della mano; il gesto è talmente chiaro e liturgico che non ho bisogno di chiedere per sapere che lo fa per verificare la grana e la stagionatura: la fetta si deve piegare facilmente, non si deve spezzare ma non deve neanche incurvarsi troppo, come accadrebbe con i salami gommosi ed elastici industriali. La fetta si deve scheggiare leggermente sulla piega, e se non sembrasse un gioco di parole sornione direi che la fetta si deve crepare.”

La Quinta T è una iniziativa editoriale di
Alexandro Deblis Everet Editore
Via Solferino, 4 - Cremona
Direttore Responsabile: Fabio Tumminello
Registrazione al Tribunale di Cremona
n°616/2019 del 26 marzo 2019
Provider: Serverplan
Partita IVA: 01653460194

Consulta la Privacy Policy