Cremona Magazine.
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Questo è un articolo molto personale (e so già che ci sarà chi dissentirà e come sempre rispetto per chi ha idee diverse) e quindi lo inizierò spiegando una situazione personale: abito in pieno centro storico, esattamente nei pressi della movida, dei locali al centro del mirino, in un punto in cui si odono i rumori di qualsiasi manifestazione del centro storico, con disagi per i parcheggi in occasione di ogni evento. Insomma, sono nell'occhio del ciclone della "movida-confusione-rumore". Eppure, non mi sono mai lamentato, neppure una volta. 

Questo perché credo che i vantaggi di una città viva siano superiori ai disagi. Certamente, rumore e confusione possono infastidire, ma una città dove le luci dei locali sono accesi vuole dire non solo divertimento per i più giovani (e a volte anche per i meno giovani), economia che gira e posti di lavoro. Vuole dire anche più sicurezza (non ci credete? Provate a chiedere a una ragazza che torna da sola di notte se preferisce una via completamente buia e nessuno in giro o una via piena di vita e con persone per strada, io l'ho fatto e la risposta che ha avuto è la numero due).

Eppure, Cremona sembra insofferente sempre più verso i locali pubblici, gli eventi, la confusione della vita (perché la vita è anche confusione). In ordine sparso: il Mercato Europeo non si è fatto e le lamentele sono state determinanti (il comune ha spostato l'evento dal centro al lungo Po dopo aver segnalato, parole dell'assessore, lamentele di residenti ed attività del centro storico, gli organizzatori hanno preferito rinunciare), il Comune ha multato per motivi legati al plateatico e alla sua esposizione (e agli orari in cui è consentito esporlo) un locale del centro storico salvo subire una causa giudiziaria e perderla (e francamente non ci ha fatto una bella figura, comminare una sanzione di questo tipo e perdere la causa successiva), un locale di piazza San Paolo che organizza eventi musicali e culturali affronta una lotta durissima di alcuni residenti, tre anni fa il gestore di molti hotel cittadini lanciò un ultimatum al Comune contro la movida troppo chiassosa, ora dall'opposizione Portesani e Curatti accusano il comune di non aver represso comportamenti giudicati non accettabili legati alla presenza di locali pubblici in via Bordigallo. Come vedete, le critiche e gli attacchi arrivano dai residenti, dalla maggioranza e dalla opposizione, da gestori di attività. Io credo francamente che ci sia poca pazienza (pensate alle critiche continue per i disagi legati ad ogni evento, dalla maratonina alla festa del torrone, dalle feste di vario genere alla movida in ogni luogo di ritrovo)

Intendiamoci, le leggi vanno fatte rispettare. Ci sono limiti di decibel, limiti di orario: chi sbaglia deve pagare, ma ricordiamo che in questi ultimi anni diversi locali del centro storico hanno ricevuto sanzioni per non aver rispettato le regole, le sanzioni ci sono eccome (abbiamo pubblicato spesso articoli su questo tema).

Il tema sicurezza (che esiste: non siamo una regione del Messico in mano ai cartelli e quindi non siamo all'inferno ma non è solo percezione, i problemi esistono e vanno affrontati, con buona pace di chi pensa di vivere in paradiso) è legato al consumo di alcolici: spesso il problema non nasce dal consumo nei locali pubblici ma da un consumo pregresso di alcolici acquistati in minimarket e supermarket, magari a casa, da questo punto di vista è molto più efficace vietare il consumo di alcolici in area pubblica (come da provvedimento di oggi del comune) che non colpire i locali (fermo restando che se un locale viola la legge deve essere punito) che rispettano la legge.

Ci si scaglia contro il fracasso ma è fisiologico che ci sia rumore dove si addensano molte persone, se non si superano i limiti orari e di decibel (e sono testimone oculare, ho assistito a controlli di questo tipo nei locali negli anni), per quel che mi riguarda va accettato.

Io credo che bisognerebbe collaborare con i locali pubblici, sostenere gli eventi, cercando di limitare i disagi ma partendo dal presupposto che è un bene che esistano locali pubblici ed eventi e che entro certi limiti ci sono anche disagi e vanno sopportati. Per anticipare una critica facile, "sopportali tu", ricordo quanto scritto a inizio articolo: lo faccio con pazienza, perché la città con locali ed eventi per me è migliore e più sicura che senza locali pubblici ed eventi.