Nel maggio 1898 Milano è sconvolta dalle cannonate di Fiorenzo Bava Beccaris. Il comandante militare reprime con la forza la protesta di tanti milanesi disperati per le difficoltà socioeconomiche col prezzo del pane diventato insostenibile per molti. Milano pullula di militari e cannoni, la repressione porterà a un numero di morti elevato. Come disse Don Albertario:"Il popolo vi ha chiesto pane e voi avete risposto piombo". La notizia destò grande impressione in tutta Italia, ma come reagì la placida Cremona così vicina a Milano? La Provincia di Cremona del 10 maggio 1898 ci dice che i fatti di Milano suscitano grande impressione e i cremonesi assaltano le edicole di piazza Roma per avere notizie. Si discute molto, nei crocchi di cittadini l'argomento tiene banco e si temono incidenti anche a Cremona. C'è costernazione per la violenza ma la linea del giornale è di condannare la ribellione popolare, il giornale si schiera con Bava Beccaris. Domenica 8 maggio la banda cittadina rinuncia alla consueta esibizione domenicale, segnale dell'inquietudine del momento, i cremonesi però affollano il caffè Soresini che dava su piazza Roma ma restano tranquilli.
Il governo però evidentemente ha capito che non può lasciare la gente affamata e infatti un trafiletto annuncia la distribuzione di 11 quintali di pane gratuito ai cremonesi. Dopo il piombo, arriva finalmente anche il pane.