Lettera ai media 18/09/2026
Oggetto: Nuovo Ospedale e alberi: non basta contarli, bisogna confrontare anche ciò che esiste già
Signor Direttore
il nubifragio che il 28 agosto ha colpito Cremona ha aperto una riflessione che riguarda anche il futuro dell’area dell’Ospedale Maggiore.
Nell’intervento pubblicato il 18 settembre sul blog di Vittoriano Zanolli con il titolo “Dopo il nubifragio del 28 agosto a Cremona guardiamo gli alberi con occhi nuovi: sostituire le piante cadute con altre uguali non è la soluzione del problema” l’agrotecnico Giovanni Cristofolini e l’architetto paesaggista Giulia Cristofolini ricordano un principio tanto semplice quanto importante: quando piantiamo oggi un albero dobbiamo pensare a ciò che diventerà fra venti, trenta o cinquant’anni. Spazio disponibile per le radici, qualità e compattazione del terreno, disponibilità di acqua e scelta della specie condizionano la possibilità che quell’albero diventi davvero adulto.
Quattro giorni prima del nubifragio, il 24 agosto, Welfare Network aveva pubblicato integralmente una “Risposta di ASST” sul verde del nuovo ospedale, dopo le proteste di alcuni cittadini in merito al previsto abbattimento di alcune decine di alberi per poter disporre di parcheggi durante la costruzione del nuovo ospedale. ASST dichiarava che saranno messi a dimora 1.184 nuovi alberi nella prima fase, fino a 1.465 a intervento completato, precisando inoltre che le rimozioni degli alberi esistenti saranno valutate e limitate a quanto necessario.
È un dato quantitativamente importante. Ma le considerazioni dei Cristofolini suggeriscono di porre una domanda ulteriore: quei 1.465 alberi, negli spazi realmente disponibili, avranno le condizioni necessarie per diventare gli alberi adulti dai quali ci si attendono ombra, raffrescamento, biodiversità e altri servizi ambientali?
Non è una domanda nata dopo il nubifragio.
Nelle osservazioni tecniche depositate dal nostro Movimento il 9 settembre avevamo già chiesto di accompagnare il confronto fra alberature esistenti e nuove piantumazioni con un bilancio temporale dei servizi ecosistemici e di verificare le prestazioni microclimatiche del futuro Parco della Salute distinguendo almeno una situazione iniziale, una intermedia e una a maturità. Un giovane albero, infatti, non offre immediatamente chioma, ombreggiamento ed evapotranspirazione paragonabili a quelli di un esemplare maturo.
Ma c’è un secondo elemento che non dovrebbe scomparire dal confronto: ciò che nell’area dell’Ospedale Maggiore esiste già.
Il censimento arboreo del 2023 richiamato negli elaborati progettuali aveva rilevato 401 alberature e indicato 32 esemplari da abbattere perché secchi da tempo. Si tratta quindi di un patrimonio costituito in larga parte da alberi che hanno avuto molti decenni per sviluppare chiome e apparati radicali e che svolgono già oggi le proprie funzioni ambientali.
È qui che la questione degli alberi diventa anche una questione di confronto fra le alternative progettuali.
Se una riqualificazione dell’Ospedale Maggiore consentisse di conservare una parte significativa del patrimonio arboreo maturo esistente, questo beneficio ambientale già disponibile dovrebbe essere misurato e confrontato con il tempo necessario perché le nuove piantumazioni del nuovo ospedale raggiungano prestazioni analoghe.
Non si tratta quindi di sostenere che 1.465 alberi siano troppi o troppo pochi. Si tratta di evitare che il semplice numero delle nuove piantumazioni diventi, da solo, la misura della qualità ambientale dell’intervento.
Lo stesso Comune di Cremona, con il Regolamento del verde pubblico e privato approvato il 25 marzo del 2024, richiede che la progettazione consideri lo sviluppo degli alberi a maturità; per i nuovi progetti del verde prevede anche una stima della copertura arborea futura.
Per questo riteniamo che al confronto fra nuovo ospedale e riqualificazione debba essere aggiunta una domanda molto concreta:
quale delle due soluzioni consente di garantire, nel corso dei prossimi decenni, la maggiore continuità e qualità del patrimonio arboreo e dei servizi ambientali che esso offre alla città?
Prima di contare soltanto gli alberi che verranno piantati, sarebbe utile misurare anche quelli che abbiamo già, ciò che oggi ci offrono e quanto tempo occorrerà per sostituirne realmente le funzioni.
Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona