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"Paradisi Artificiali": la mostra di Giorgio Tentolini al Museo Archeologico "San Lorenzo"
Mosaici e reperti non smettono di ispirare le opere contemporanee

Cremona, 18 settembre 2026 - La mostra "Paradisi Artificiali" di Giorgio Tentolini è stata inaugurata al Museo Archeologico "San Lorenzo" dove rimarrà aperta al pubblico fino all'8 novembre 2026. L'esposizione è stata anticipata lo scorso maggio, nello stesso museo, dall'installazione Antico Presente con la quale l'artista casalasco aveva messo al centro la Venere Italica di Antonio Canova, simbolo per eccellenza della bellezza idealizzata, reinterpretata attraverso l'uso innovativo della rete metallica. Nel corso del vernissage di questo pomeriggio è stato comunicato che Giorgio Tentolini donerà al museo una delle sue opere - Afrodite pudica - e per questo l'Amministrazione lo ringrazia sentitamente. All'inaugurazione erano presenti l'artista, l'assessore alla Cultura Rodolfo Bona e Marina Volontè, Responsabile del Servizio Sistema Museale "CremonaMusei" e del Museo Archeologico.

"Paradisi Artificiali" è un titolo che richiama i luoghi costruiti dall'uomo per creare una dimensione ideale: il Ninfeo e il giardino delle domus romane, ma anche gli scenari generati o suggeriti dall'intelligenza artificiale. Le opere di Tentolini si inseriscono in questo spazio di relazione. Il percorso si sviluppa attraverso alcuni nuclei del museo – i mosaici, il Ninfeo, Venere e Diana, il giardino e le stele funerarie – che diventano il punto di partenza per una riflessione sulle immagini, sulla loro trasformazione e sulla capacità di attraversare il tempo.  

Da sottolineare il fatto che la mostra "Paradisi Artificiali" parla con la collezione permanente del Museo Archeologico "San Lorenzo". Le opere di Tentolini sono infatti nate dal confronto diretto con i reperti e con gli spazi che oggi le ospitano: mosaici, statue, affreschi diventano così interlocutori delle opere contemporanee, capaci ancora di ispirare a distanza di secoli. Nel presentare la mostra Tentolini ha parlato del Museo archeologico come di uno scrigno e ha spiegato come utilizza i materiali per le sue opere, a partire dalle reti metalliche. "Paradisi Artificiali" è connesso e intrecciato con i luoghi in cui la mostra è ospitata.

«I lavori di Tentolini sono il prodotto di un'attenta ricomposizione della realtà che mette in gioco la luce e la materia attraverso l'incisione di strati di materiali diversi. In questa mostra, egli privilegia la rete metallica, la cera e l'acciaio - ha commentato l'Assessore alla Cultura Rodolfo Bona -. La rete lo attrae per la sua capacità di lasciar passare la luce, di sovrapporsi alla figura lasciandosi attraversare dallo sguardo e di farsi essa stessa immagine, non per addizione, ma per sottrazione, per via di levare, accentuando la discontinuità visiva, togliendo materia e ricreandola attraverso un lento processo di ricostruzione. La rete evoca per suggestione le moderne tecnologie di riproduzione visiva digitale o i retini utilizzati nelle tecniche fotomeccaniche analogiche, ma la sua funzione non è quella di servire alla moltiplicazione dell'originale, bensì quella di creare una nuova forma, assegnando valore al tempo necessario per ricostruirla e, dunque, portando l'attenzione sul gesto dell'artista che, come un antico artigiano, asporta sapientemente frammenti dal nucleo originario».

Il biglietto di "Paradisi Artificiali" è incluso nel biglietto del Museo Archeologico.

Orari: martedì-venerdì (9:00-13:00/ 14:00-17:00) sabato-domenica (10:00-17:00).

Maggiori info sul sito: https://musei.comune.cremona.it/it/mostre-ed-eventi/paradisi-artificiali

Giorgio Tentolini


L'artista Giorgio Tentolini sviluppa una ricerca incentrata sull'immagine e sulla sua trasformazione attraverso fotografia, materia e spazio. Il suo lavoro utilizza principalmente la rete metallica, affiancata a materiali come acciaio e cera. Negli ultimi anni la sua ricerca si è confrontata anche con le immagini generate dall'intelligenza artificiale, non tanto come tema tecnologico, quanto come punto di partenza per interrogarsi sul modo in cui le immagini vengono costruite, ricomposte e trasformate nel tempo. La sua ricerca si fonda sulla trasformazione della materia. La rete metallica, lavorata attraverso un paziente processo di taglio e sottrazione, lascia emergere l'immagine attraverso ciò che rimane e ciò che viene tolto. La cera diventa materia della memoria, capace di accogliere e conservare tracce. Il tempo è parte integrante del processo: immagini generate rapidamente dall'intelligenza artificiale vengono trasformate dall'artista attraverso un lavoro manuale lento e paziente.