La marcia su Roma è fatto storico conosciuto, ma cosa accadde a Cremona? Inauguriamo una breve serie di articoli storici (siccome i fatti sono molteplici e la narrazione diventa lunga, la spezziamo in più puntate) utilizzando un punto di vista particolare, cioè il racconto che ne fece la Provincia di Cremona nella giornata del 1 novembre, quando raccontò i fatti accaduti nei giorni precedenti.
Trovate la prima puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-uno.html
Trovate la seconda puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-due.html
Trovate la terza puntata qui https://www.laquintat.it/storia/1922-la-marcia-su-roma-a-cremona-raccontata-da-la-provincia-dellepoca-episodio-tre.html
Eccoci con la quarta puntata, parola al giornale del 1 novembre 1922:
I PRIMI SEGNI D'AZIONE Manifestazioni del genere da parte dei fascisti erano state previste nel caso che nel consiglio dei ministri che si era iniziato quel giorno a Roma alle 16.30, si fosse deciso che il governo anziché dimettersi, sarebbe rimasto al suo posto. L'ultimo ordine che si era ricevuto da Roma era quello di passare i poteri dalla autorità civile a quella militare. E al momento in cui si compì l'azione fascista, il comando del Presidio stava appunto preparando le necessarie disposizioni per affrontare il movimento. Sabato, però, esso veniva avvertito dal fatto compiuto. Tutta la forza disponibile, lasciato un buon presidio a difesa delle caserme, veniva concentrato nella Prefettura. Qui con non pochi sforzi si riusciva a far evacuare da alcuni uffici una parte dei fascisti. Tuttavia un nucleo di una cinquantina, comandato dal segretario del fascio di Cremona Balestreri, rimaneva e solo con fatica si poteva spostarlo dal gabinetto del Prefetto nella anticamera le cui finestre danno su via Stefano Bissolati.