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MILANO

“Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio villeggiatura.

Mi riposo in piazza Del Duomo.

Invece di stelle ogni sera si accendono parole.

Nulla riposa della vita come la vita”

Questa poesia di Umberto Saba ha una collocazione precisa: Milano e la sua piazza del Duomo. Il luogo viene identificato con precisione, non solo citandolo ma descrivendone le atmosfere: le pietre della cattedrale e le nebbie simbolo della città meneghina, immagini che tutti ritroviamo nei luoghi della nostra memoria. Non è una scelta casuale. E’ il cuore pulsante di Milano, il luogo più frequentato e trafficato. Saba ha avuto una vita difficile che lo ha portato a provare sentimenti di isolamento, sofferenza, mancata accettazione e integrazione nella comunità umana. Chi prova solitudine, spesso ha bisogno della compagnia di altri esseri umani, di empatia, del conforto della fratellanza nel nostro viaggio su questa Terra.

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La città, la piazza del Duomo, Milano, offrono questa possibilità. “Invece di stelle ogni sera si accendono parole”: le insegne luminose dei negozi ma anche i discorsi della gente, degli uomini, quei “fratelli” in cui Saba cerca conforto, “villeggiatura”. Qui Saba si riposa perché “nulla riposa della vita come la vita”: il peso dei problemi esistenziali, dei guai che affrontiamo può essere alleviato dalla compagnia, da una parola amica, dal sentirsi parte di una comunità. Una scelta controcorrente: spesso gli uomini e i poeti cercano confronto nella natura, Saba però soffre la mancata accettazione degli uomini ed è nell’accettazione che una metropoli grande e variopinta concede a tutti che trova in questo caso il suo conforto.