In occasione dei 174 anni dalla fondazione della polizia di stato, si è proceduto a una celebrazione in centro storico e al cinema Filo. Ecco il discorso integrale del questore Carlo Ambra:
IL DISCORSO
Benvenuti a tutti, oggi celebriamo il 174° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato in questo bellissimo teatro, i cui titolari con “grande cortesia e riconoscimento” verso la nostra Istituzione, hanno voluto accogliere questo importante evento per la città di Cremona.
Oggi è sicuramente il momento più importante e significativo per festeggiare quelle donne e quegli uomini che, entrando in Polizia, hanno scelto di sacrificare la “propria vita privata” e, laddove necessario, anche la “propria vita”, per la sicurezza “degli altri”, con impegno, dedizione e passione, perché chi ha scelto di diventare un appartenente alla Polizia di Stato lo ha fatto perché crede nei valori della giustizia e della libertà su cui si fonda la nostra Democratica, valori, questi, che sono i propulsori quotidiani per “cercare” di garantire il “massimo della sicurezza” per la Comunità in cui tutti noi viviamo, da cittadini e, nel nostro caso, anche da poliziotti, con le nostre famiglie, spesso provenienti da altre regioni e con ulteriori sacrifici personali.
Quindi grazie al teatro Filo e grazie anche all’Academia Cremonensis, i cui studenti sono oggi qui presenti anche per regalarci, come vedremo alla fine della cerimonia, un inno nazionale con più strumenti musicali, con più violini da loro stessi realizzati secondo le tecniche liutarie tramandate dall’Academia, quale polo culturale e luogo di eccellenza nel panorama internazionale e, pertanto, tra i principali simboli della città di Cremona.
Nella brochure che abbiamo realizzato quest’anno per il 174° anniversario della nostra fondazione, abbiamo voluto inserire, nell’intento di rappresentare
la Polizia di Stato tra i cremonesi, anche alcune foto di poliziotti e poliziotte
in luoghi simbolici della città, tra la gente, tra i cremonesi.
Dopo questa breve premessa, rivolgo un particolare saluto, al Signor Prefetto per l’equilibrio e la professionalità con cui svolge il suo ruolo di coordinamento e di rappresentanza del Governo in questo territorio.
Un ringraziamento anche a tutte le Autorità Civili, Militari, Religiose ed Accademiche oggi presenti, ma anche quelle che oggi non sono riuscite ad essere qui tra noi; un grazie, in particolare, rivolgo al Sindaco, al Presidente della Provincia, a sua eccellenza il Vescovo e, con i sensi della stima più profonda, saluto i vertici della magistratura giudicante ed inquirente, punti di riferimento, insieme a tutti gli altri magistrati, per gli aspetti processuali ed investigativi, per tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato di Cremona.
Nella prima mattinata di oggi, nel cortile interno alla Questura, con il Prefetto, abbiamo reso omaggio alla memoria dei nostri caduti, ed è proprio alle famiglie dei nostri caduti che rinnovo il mio, anzi il nostro, sentimento di gratitudine e con la medesima gratitudine mi rivolgo anche all’Associazione Nazionale della Polizia di Stato per contribuire a custodire e mantenere sempre vivo “il loro ricordo” ed il “loro valore”, quale faro e guida per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato.
Colgo, inoltre, l’occasione anche per sottolineare l’eccellente rapporto che lega la Polizia di Stato all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Penitenziaria, alla Polizia Locale e anche all’Esercito
Italiano, quali componenti di “un’unica squadra” che opera all’ombra del Torrazzo, perché da sempre “l’unione fa la forza”, anzi, “fa la differenza”.
Un saluto rivolgo in particolare alle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato ed a quelle del Personale Civile dell’Amministrazione del Ministero dell’Interno ed a tutti i dipendenti in quiescenza.
Grazie anche agli studenti delle scuole Torriani e Virgilio che oggi sono presenti fra noi e che forse un giorno sceglieranno di fare parte anche loro della grande famiglia della Polizia di Stato….si, ripeto, “grande famiglia”, perché una volta che si è scelto di far parte della nostra Amministrazione “non si sarà mai soli”, ci sarà sempre qualcuno accanto a sostenerci, se necessario.
Quest’anno, infatti, proprio per avvicinare i giovani alla Polizia di Stato abbiamo avviato, per la prima volta, con tutte le scuole superiori della provincia, i “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”, che partiranno a breve e che consentiranno ai ragazzi, che ne faranno richiesta, di potere connettere la loro istruzione con il lavoro svolto da alcune articolazioni della Questura, come l’Ufficio Immigrazione e la Polizia Amministrativa e Sociale, in modo tale che la Polizia di Stato sia sempre più tra la gente, ed in questo caso tra i cittadini cremonesi.
Inoltre, di recente, insieme al Prefetto ad ai Comandanti Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza abbiamo avuto occasione di confrontarci con i dirigenti scolastici della provincia ed, in tale contesto, è emersa l’esigenza, per chi svolge il delicato compito di garantire un’adeguata istruzione ai nostri ragazzi, di averci accanto - in modo “discreto” ed “invisibile” - in questo importante percorso, nella comune esigenza, sentita anche dalle famiglie, di fare in modo che la crescita dei ragazzi avvenga in un contesto sociale il più possibile sicuro.
Ed è proprio rivolgendomi alle nuove generazioni, che sottolineo l’importanza che la Polizia di Stato sia sempre in grado di rimodularsi velocemente ai cambiamenti della società, di evolversi e rigenerarsi di continuo al fine di percepire e captare quei malesseri e quegli indici che incidono, oggi, sempre di più sulla “percezione di insicurezza” del cittadino, perché la Polizia di Stato deve “esserci sempre”, e non solo quando si è in difficoltà, ma anche durante la quotidiana vita di ciascuno di noi, quando per esempio si passeggia per il centro cittadino o si torna a casa la sera dopo una giornata di lavoro, perché, diciamocelo sinceramente, quando si vede una “pantera” azzurra della Polizia di Stato che solca le strade di Cremona, oppure, una pattuglia appiedata della c.d. “Madama”, le persone si sentono più sicure, più protette.
Come ha detto anche il Presidente della Repubblica, quello che ci contraddistingue è la presenza costante, discreta, che accompagna la vita quotidiana dei cittadini e che costituisce l’ossatura della fiducia collettiva.
Ovviamente, oltre alla necessaria visibilità e vicinanza, lo sforzo maggiore è rivolto a prevenire e contrastare i fenomeni criminali, sotto i molteplici aspetti con cui si manifestano, facendo ricorso a tutti gli strumenti legislativi di cui si è in possesso, dalle denunce e dagli arresti alle attività investigative, dalle attività amministrative e dalle misure di prevenzione alle attività dell’Ufficio Immigrazione, sia quelle volte ai rilasci e rinnovi dei permessi di soggiorno
per garantire il corretto inserimento degli stranieri nel tessuto sociale sia quelle volte ad espellere dal territorio nazionale chi “non vuole integrarsi” perché ha preferito commettere e reiterare condotte delittuose ovvero rappresenta un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Particolare rilevanza assumono quindi le attività investigative di uffici come la Digos e la Squadra Mobile, da sempre impegnati - nell’ambito di Know- how che risale ai periodi più complessi della nostra Democrazia – nella prevenzione e contrasto dei fenomeni eversivi e terroristici e della criminalità organizzata, sotto le molteplici forme e denominazioni con cui, quest’ultima, si manifesta, permeando anche il tessuto economico della società civile.
Da qui la necessità di adeguare le investigazioni alle nuove tecnologie informatiche e telematiche, perché i reati, ed il denaro proveniente da essi, da tempo viaggiano tramite il web, il dark web, nelle mail e nei messaggi che oramai quotidianamente giungono a ciascuno di noi, per cui ognuno di noi è diventato oggi “un ingranaggio della sicurezza” ed ha pertanto l’onere di “contribuire”, ovviamente per quanto possibile, ad essa.
Seppur giovane e moderno Questore, rimango comunque legato ai tradizionali metodi di controllo del territorio, per cui ringrazio le poliziotte ed i poliziotti delle Volanti della Questura di Cremona e del Commissariato di Crema, essendo loro il vero “front office della sicurezza”, perché sono i primi ad intervenire quando un cittadino in difficoltà ci chiama, ed è proprio in quel momento, in quell’intervento, che ci “giochiamo” la fiducia di quel cittadino verso lo Stato.
Però, mi preme sottolineare, che la sicurezza è poliedrica, è fatta di security e di safety, e richiede l’impegno, quindi, non solo della Polizia di Stato e delle altre Forze di Polizia, ma anche di quei “Soggetti” che hanno il compito, più di noi, di captare e gestire le cause del disagio sociale, che sempre più spesso costituiscono la premessa dei fenomeni criminali, soprattutto giovanili: povertà, disoccupazione, degrado, abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, difficoltà di integrazione sociale, ed altre.
Serve quindi la collaborazione di tutti, persino del singolo cittadino che deve
“aiutarci ad aiutarlo”.
Sarebbe bello ed auspicabile, sebbene utopistico, che ci fosse un poliziotto ed una poliziotta per ogni strada, ma non sarebbe comunque sufficiente a prevenire tutti i delitti, perché una parte dei reati, purtroppo, si consuma all’interno delle mura domestiche, come le violenze di genere e le truffe alle persone anziane, e per i quali serve necessariamente la collaborazione anche dei parenti, dei vicini di casa, degli amici, dei negozianti sotto casa, che, essendo a loro più vicini, possono percepire quelle “sfumature di grigio” in grado di aiutarci ad entrare proprio in quelle mura domestiche.
Una cosa è certa, noi della Polizia di Stato non vogliamo sottrarci dalle nostre responsabilità e siamo consapevoli che verremo giudicati dai cittadini non dalle parole che abbiamo speso per loro, ma da ciò che abbiamo fatto per migliorare la qualità della loro sicurezza, per cui sentiamo la necessità di ascoltarli, di comprendere le loro esigenze e soprattutto di dare risposte concrete alla loro richiesta di sicurezza.
Certo, non è un percorso semplice, anche perché sovente “ogni malessere sociale” viene visto come un “problema di ordine pubblico o di polizia giudiziaria” spettante alle competenze della Polizia di Stato e questo spiegherebbe la discrepanza che esiste tra il quadro rappresentato dalla statistica delle Forze di Polizia e dei dati relativi agli indici di criminalità e la “percezione di insicurezza” da parte dei cittadini.
E ciò è ulteriormente amplificato dal fatto che tale discrepanza è oggi influenzata anche da ciò che accade in altri contesti territoriali e nel Mondo: tensioni internazionali, guerre in corso, catastrofi naturali, atti terroristici, gravi episodi come per esempio quello accaduto a Crans Montana, si riverberano anche sulla vita interna del nostro Paese, creando ansia, insicurezza, disorientamento alle persone nella vita quotidiana, accrescendo così la loro “percezione di insicurezza”, e ciò a prescindere dal contesto territoriale in cui vivono.
La Polizia di Stato è quindi chiamata, oggi più che mai, a rassicurare, ad essere un punto di riferimento e di tranquillità, un presidio di equlibrio per il cittadino….sarà pertanto necessario analizzare questa nuova e trasversale domanda di sicurezza, rimodularsi ulteriormente e trovare nuove strategie, anche mediatiche…..ed è proprio in tale ambito che rileva il ruolo dei Media, ai cui rappresentanti locali rivolgo il mio personale “grazie” per la professionalità e la correttezza nell’”informazione”, sia nel raccontare i fatti che accadono, ma soprattutto nel valorizzare l’operato delle Forze di Polizia, perché quando un cittadino legge che un rapinatore, un ladro, un truffatore, un violento “non l’ha fatta franca” si riesce, in quel momento, mentre sorseggia un buon caffe al bar, a sgretolare quell’ansia di insicurezza.
C’è quindi ancora molto da fare a tutela della comunità, soprattutto per quelle fenomenologie criminali che prendono di mira le persone anziane, che spesso vivono in solitudine, e che non hanno la possibilità di elevare le proprie difese. Si è cercato di fare molto anche nella comunicazione e nella sensibilizzazione, ma è a livello normativo che bisogna, forse, acquisire la consapevolezza che tali reati devono essere valutati nella loro gravità.
Diversi sono gli ambiti in cui la Polizia di Stato di Cremona è chiamata a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, e mi preme qui richiamare le numerose manifestazioni sportive che caratterizzano la nostra provincia, in primis quelle calcistiche che ancora oggi, tra tutte le discipline sportive, registrano il primato di condotte illecite e violente da ascrivere alle frange ultras oltranziste.
Solo a titolo esemplificativo, rammento il lancio della bomba carta durante la partita casalinga con l’Inter che ha determinato la momentanea sospensione del match, da parte dell’arbitro, per consentire i soccorsi del portiere della Cremonese, che solo per mero caso fortuito non ha riportato gravi lesioni. L’autore, tifoso interista organico al contesto ultras meneghino, è stato poi tratto in arresto differito dal personale della Digos di Cremona.
Fatti come questi, quando accadono, ingenerano però amarezza nell’animo della quasi totalità dei tifosi che vivono invece l’evento sportivo come un momento di festa e di relax da trascorrere anche con le proprie famiglie, con sciarpa, cappello e bandiera.
Ovviamente è necessario un grande sforzo per garantire la sicurezza degli eventi sportivi, che non è circoscritto alla sola giornata in cui si svolge la gara, ma è frutto di un’organizzazione strutturata e condivisa nell’ambito del Gruppo Operativo Sicurezza che ogni settimana si riunisce presso la Questura di Cremona e che vede la partecipazione dei rappresentanti di tutte le Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, degli Enti comunque interessati dalla manifestazione e dei referenti della sicurezza delle società sportive, e nel cui contesto vengono analizzate le criticità di ciascun evento sportivo.
Quindi un complesso sistema che, perlopiù nel fine settimana e nei giorni di festa, quest’anno anche nella giornata di Pasqua, vede impiegati diversi operatori delle Forze dell’Ordine, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, del 118, ed anche della Polizia Penitenziaria, nell’ambito di un complesso servizio di ordine pubblico diretto e coordinato dai dirigenti e funzionari della Questura di Cremona a cui va il mio personale ringraziamento per la loro dedizione e professionalità…soprattutto al Vicario della Questura a cui va anche la mia personale stima.
Ed un doveroso grazie devo rivolgere anche ai Reparti Mobili perché senza di loro sarebbe veramente complicato gestire la sicurezza di eventi sportivi che, con riferimento a Cremona, portano anche quindicimila persone all’interno di un impianto sportivo.
Ovviamente, in tale contesto, sono diversi gli strumenti giuridici che contribuiscono a garantire la sicurezza: la normativa primaria di contrasto alla violenza sportiva; i regolamenti d’uso degli stadi; il codice etico e l’istituto di “non gradimento” delle società sportive; la normativa strutturale degli impianti, sugli steward e sulla videosorveglianza, quest’ultima quale
fondamentale strumento per l’attività della “Squadra Tifoserie” della Digos nell’individuazione dei responsabili delle condotte illecite anche al fine di allontanarli, per qualche anno, da tali contesti utilizzando lo strumento giuridico del Daspo.
Un breve cenno rivolgo anche agli importanti risultati che si sono conseguiti, qui a Cremona, nel 2025, nel contrasto all’immigrazione clandestina: sono infatti circa n.160 i provvedimenti adottati, tra ordini a lasciare il territorio nazionale, accompagnamenti immediati in frontiera o presso i Centri per Rimpatrio, quasi uno ogni due giorni, con riflessi positivi ovviamente in termini di sicurezza.
Di pari rilevanza è anche il lavoro svolto dalla Divisione Anticrimine della Questura a cui spetta la parte relativa alle misure di prevenzione personali e patrimoniali, che rappresentano un canale parallelo a quello penale e che contribuiscono, non poco, ad incidere sempre di più sulla sicurezza, soprattutto in termini di prevenzione dei reati. Infatti, qui a Cremona, nel 2025, sono stati adottati circa n.300 provvedimenti, tra Avvisi Orali, Fogli di Via, Sorveglianze Speciali, Ammonimenti, Dacur e Daspo, quasi un provvedimento ogni giorno.
Di rilevante importanza è stata anche l’attività svolta dalle Specialità della Polizia di Stato: la Polizia Stradale per i fenomeni criminali che si registrano sulla rete autostradale e per tutte le attività svolte per la sicurezza autostradale; la Polfer per le specifiche competenze connesse al trasporto e alla sicurezza della rete ferroviaria e la Polizia Postale per la complessa attività di prevenzione, monitoraggio e repressione del cybercrime.
La verità, e concludo, è che non esistono scorciatoie nella gestione della sicurezza, esiste lavoro serio e costante, svolto con moderazione ed equilibrio, e per questo occorre anche valorizzare ogni singola risorsa umana, occorre motivare e formare il poliziotto facendolo diventare “uno specialista della sicurezza”, perché solo in questo modo si potrà fare la differenza e raggiungere gli eccezionali risultati che ogni anno registriamo sul fronte del contrasto al crimine.
Ringrazio allora, uno per uno, i poliziotti e le poliziotte della Questura di Cremona, del Commissariato di Crema, della Polizia Stradale, della Polfer e della Postale, ringrazio di cuore i Sindacati dei poliziotti e degli impiegati civili, per come, con assoluta correttezza, riescono a garantire rispetto dei diritti ed efficienza assoluta del servizio.
Ringrazio, ma non per ultimo, il personale dell’Amministrazione Civile del Ministero dell’Interno per lo svolgimento di tutte quelle attività a supporto degli operatori della Polizia di Stato: gestione dei procedimenti amministrativi, dei contenziosi, delle missioni, degli stipendi, delle ferie e di tanto altro, quale pilastro fondamentale a sostegno di tutta l’attività operativa.
Vi ringrazio tutti per i mille sacrifici che ogni giorno affrontate per onorare la vostra missione, il vostro giuramento di fedeltà alla nostra bandiera.
Vi ringrazio per il vostro lavoro quotidiano, umile, prezioso, silenzioso.
Vi ringrazio per il vostro esserci sempre ed essere sempre pronti al servizio. Vi ringrazio per la passione che continuate a mettere nel vostro mestiere anche dopo tanti anni.
Vi ringrazio per aver dimostrato con i fatti come davvero non esista una linea di demarcazione tra la nostra vita e la nostra missione….
Viva la Polizia di Stato! Viva l’Italia!.