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Il "no" alla messa in onore dei vertici del fascismo: le dichiarazioni dell'assessore Paolo Carletti

COMUNICATO STAMPA

Cremona, 3 aprile - La Giunta comunale di Cremona ha ufficializzato il diniego all'istanza presentata dal "Comitato Onoranze Caduti della RSI", che intendeva celebrare una messa in onore dei vertici del fascismo il 2 maggio. Il provvedimento, portato all'esame della Giunta dall'assessore Paolo Carletti (competente per i Servizi Cimiteriali), si fonda sul rigido rispetto delle leggi dello Stato e dei regolamenti locali. Secondo l'amministrazione, l'evento richiesto da Gian Alberto D'Angelo non è una semplice funzione religiosa, ma una celebrazione incompatibile con il valore sacro del luogo e con i principi democratici.

Di seguito i punti chiave del "no":

Violazione Costituzionale: l'atto richiama la XII disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.
Legge Scelba: il Comune ravvisa il rischio concreto di apologia del fascismo e manifestazioni esteriori antidemocratiche.
Nuovo Regolamento: viene applicato l'art. 61 del regolamento di Polizia Cimiteriale, che subordina le commemorazioni al rispetto dei valori della Repubblica.

Con questa decisione, l'assessorato ribadisce una linea di estrema fermezza: gli spazi pubblici della città non possono ospitare eventi che esaltino esponenti e metodi del regime fascista. L'assessore con delega ai Servizi Cimiteriali Paolo Carletti ha dichiarato: «Al civico cimitero di Cremona ognuno ha sempre trovato e trova la serenità di una degna sepoltura, e ovviamente ogni urna e ogni sepolcro hanno lo stesso diritto di essere confortati dal pianto. Che ognuno abbia il diritto di piangere i propri morti sta alla base di uno dei principi che tengono insieme una comunità, e non si vede perché si debba chiedere il permesso al comune per farlo. Chi invece utilizza la preghiera come grimaldello per forzare le leggi dello Stato e del buon senso, non ha spazio nel nostro cimitero e non dovrebbe averne nella nostra comunità. Il rispetto per i defunti non va confuso con iniziative irrispettose dei princìpi che reggono la nostra Costituzione, iniziative che svelano un patetico e penoso revanchismo che gode di troppi atteggiamenti accomodanti».